martedì 6 novembre 2012

L'orto di Isa

Isa, un'amica del blog, ci ha scritto inviandoci il suo bilancio di fine stagione.

A fine marzo aveva seminato basilico, prezzemolo, misticanza e rucola selvatica.




Poi ha trapiantato il basilico sia in vasi per il terrazzo che nell'orto, dove ha potuto testare la sua funzione di allontanare gli insetti dannosi...ed ora ha il freezer pieno di pesto!!!

Inoltre, ha sperimentato il macerato di ortica come “insetticida” contro gli afidi delle zucchine ma anche come valido aiuto per le piante in difficoltà.
Citando le sue parole: “Costo zero e totalmente bio, ma che puzza!!”


Continuando a citare le parole di Isa: “I risultati dopo la prima stagione di sperimentazione sul balcone sono stati soddisfacenti: la pianta di peperone ha dato solo 3 frutti, forse il vaso era troppo piccolo, (nella foto ne vedi uno verde, ma a metà agosto erano rossi) e il pachino ci ha regalato tanti pomodorini, piccoli ma dolcissimi.”


Non posso fare confronti con la resa delle stesse piante nell'orto, il pachino nell'orto é diventato un alberello e sta continuando a produrre, così come i peperoni, ma lo spazio in terrazza é quello che vedi, non posso mettere vasi più grandi”.

A questo proposito mi piacerebbe in futuro approfondire con voi il discorso delle concimazioni.
Sebbene, infatti, nell'orto le piante abbiano sicuramente la possibilità di esplorare maggiormente il terreno alla ricerca di ciò che gli serve, siamo invece noi a dover far trovare loro ciò di cui hanno bisogno quando optiamo per un metodo di coltivazione in vaso.

Isa, complimenti per il tuo lavoro e grazie per averlo condiviso con noi; sono sicuro che con le giuste concimazioni riuscirai ad avere produzioni abbondanti anche in terrazza!




giovedì 13 settembre 2012

Segnalazione

Volevo segnalare agli interessati questo sito: http://godsavethegreen.it/italiano/
Mi è sembrata una bella iniziativa.

In modo particolare vi invito a visitare la sezione video, nella quale potrete trovare la bella esperienza di un fantastico orto in terrazza a Torino.

A presto!

venerdì 7 settembre 2012

L'anguria


Continuando sulla scia del post precedente, ecco un altro frutto che può darci qualche brutta sorpresa se non viene raccolto al momento appropriato.
Sarebbe veramente deludente se, alla fine di un bel pranzo estivo, dopo aver tolto il cocomero dal frigo e affondato il coltello, ci si accorgesse che è stato colto dall'orto troppo presto.

Ci sono piccoli indicatori che possono darci un’idea dello stato di maturazione del frutto.
Anche in questo caso è molto importante l'esperienza, quindi impariamo ad essere attenti ai particolari e a fare tesoro delle esperienze passate.

Per quanto riguardo l'anguria, il primo fattore da tenere sotto controllo è l'intensificazione del colore giallo della parte che poggia sul terreno. Per apprezzare questa variazione è fondamentale non ruotare l'anguria durante il ciclo colturale.
Un’altra modificazione esterna che possiamo notare quando la nostra anguria è al giusto grado di maturazione è la diminuzione della peluria del suo picciolo. Questa modificazione da sola non è sufficiente a darci la sicurezza che il frutto sia maturo, in quanto la riduzione della peluria può essere dovuta anche ad altri fattori come, ad esempio, lo stress della pianta.
L'ultimo aiuto che la pianta ci da per non avere brutte sorprese a fine pasto è l'inizio di un processo di disseccamento del viticcio che troviamo alla base del picciolo del cocomero.

Se teniamo sotto controllo tutti questi piccoli indicatori, le angurie non avranno più segreti per noi.
Per chi non ha ancora sperimentato la coltivazione delle angurie consiglio quelle baby, che danno meno problemi e quindi più soddisfazioni. Ma questo è un altro discorso che magari affronteremo nella stagione giusta.